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Il 2 Agosto 2020 la Gazzetta di Parma mette in prima pagina un titolo inquietante :”I LUOGHI DI VERDI IN CRISI, Chiesa di roncole inagibile. Lo sdegno di Riccardo Muti”. La chiesa delle Roncole ha un grandissimo valore simbolico oltre che artistico in quanto la vita del maestro Verdi è legata a questo luogo di culto per diversi motivi: vi fu battezzato, cresimato, vi trovò rifugio assieme alla madre ma, soprattutto, imparò a suonare proprio nella chiesetta di San Michele alle Roncole che conserva ancora l’organo Bossi del 1797 che funse da viatico musicale per il piccolo Giuseppe. Non è questo il luogo ove approfondire il valore artistico della piccola chiesa delle Roncole ma credo sia innegabile che la chiusura di un luogo di culto consacrato nel 1094 e dalle forme barocche seicentesche comporti grande tristezza, ancor di più se così intimamente cara ad uno dei personaggi più illustri del nostro territorio che fino alla fine della sua vita ha tenuto a mantenere curata come dimostra il restauro dell’organo che il maestro chiese all’organaro Tronci nel 1900. Questa vicenda credo che ci porti a ragionare e a farci delle domande sia sul caso specifico che sul valore che diamo al nostro patrimonio culturale “non brandizzato”. E’ da diverso tempo che vengono lanciate campagne di raccolte fondi per la salvaguardia ed il recupero di luoghi verdiani quali la Chiesa delle Roncole ed il Santuario di Madonna Prati (chiuso dal 2018) ma come mai si deve sempre arrivare a toccare il fondo prima di smuovere le acque? Perchè la stampa e le amministrazioni del territorio non fanno attenzione al loro patrimonio culturale? Come mai sono solo i proprietari o gli “addetti ai lavori” a tentare di salvaguardare i beni artistici nel nostro paese?
Non ci sono risposte precise ma sono convinto che la scarsa attenzione al bene comune sia una problematica educativa e culturale che sta dilagando in Italia perchè si è politicamente scelto negli anni di mettere l’educazione e la cultura all’ultimo posto in agenda. E’ emblematico il fatto che per portare all’attenzione della stampa locale (non del New York Times) il decadimento della chiesa di Verdi ci sia voluto lo sdegno del maestro Muti, non c’era nessuno prima di Muti? O forse lo sdegno dei semplici cittadini delle Roncole che da anni tentano di conservare San Michele non vale quanto lo sdegno di Muti? Italia Viva deve esistere nei territori anche per questo, per dare voce alla cittadinanza e, essendo un partito che fa della cultura e della bellezza il suo cardine, non dobbiamo e non possiamo non essere in prima linea per la difesa dei beni storico artistici del nostro territorio e non solo. Noi siamo quelli che pensano che con la cultura si mangi e che con l’edcazione e la scuola si costruiscano le basi di un futuro migliore. Investire in cultura e tutela è politica, investire in assistenzialismo e propaganda è populismo, noi siamo per la politica e per questo chiediamo a gran voce agli organi competenti e alla cittadinanza tutta di attivarsi immediatamente per il restauro della chiesa delle Roncole e ci impegniamo a porre le basi per una nuova cultura italiana che guardando alla storia del nostro paese rimetta al centro la bellezza in tutte le sue diverse modalità di espressione, occorre riformare l’agenda politica del nostro paese e anche per questo nata Italia Viva.