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Le questioni di aeroporto Verdi e Mall sono fra le più complesse e cruciali tra quelle al momento sul tavolo per ciò che riguarda l’amministrazione di Parma e del territorio.

Come cittadino Baganzolese non potevo non interessarmi della questione e non raccogliere le opinioni dei miei compaesani.

E’ chiaro che, sopratutto il tema aeroporto, non vadano trattati con banalità e chiusura mentale ma è pur sempre vero che la voce del popolo è sovrana in democrazia e che quindi occorre quantomeno ascoltare le ragioni dei cittadini che verrebbero più colpiti, nel bene e nel male, dalla realizzazione del Mall e dell’aeroporto Cargo.

Per quanto riguarda lo scalo aeroportuale Giuseppe Verdi la questione è da anni spinosa e di difficile lettura, occorre quindi fare un passo indietro per comprendere meglio la situazione odierna.

L’aeroporto nasce una trentina di anni fa e negli ultimi anni ha subito un declino estremo che ha obbligato la proprietà, SOGEAP, a pensare ad un piano di rilancio. L’idea dell’aeroporto cargo è probabilmente molto redditizia economicamente ma porta con se numerosi aspetti negativi che non lasciano indifferente la popolazione di Baganzola.

I Baganzolesi e tutti coloro che abitano nelle vicinanze dello scalo parmense hanno manifestato le loro preoccupazioni e i loro dubbi su questa operazione. I dubbi vertono sulla vivibilità della zona che verrebbe colpita da un deciso aumento di traffico pesante e di rumore, visto che il progetto prevede un aereo ogni venti minuti, mentre le preoccupazioni sono legate all’inevitabile aumento dell’inquinamento (in una zona già molto inquinata) e il maggior rischio di incidente aereo dato dall’ampliamento della pista e dal conseguente abbassamento della quota di sorvolamento degli aeromobili sul paese che entrerebbe cosi nella zona di rischio rosso.

Venendo al dunque, quale può essere il futuro per il Verdi? Io credo che il futuro del piccolo scalo parmense non passi dall’aeroporto cargo bensì da un serio investimento sulla parte passeggeri.

Avere un aeroporto è senza ombra di dubbio un grosso vantaggio per un territorio, ancora di più se il suddetto può contare su destinazioni pensate e ragionate in ottica di un futuro europeo per la nostra città. Ben vengano i collegamenti con le isole e con il meridione ma credo che sia giunto il momento di ragionare più in grande e di puntare a collegare Parma (sede di EFSA) con le grandi capitali europee e piuttosto aumentare i collegamenti in treno (meno inquinanti) con il meridione.

Il collegamento con l’europa è un grande investimento che porterebbe non solo un aumento della attrattività dello scalo e della città di Parma in senso lato, ma anche ad un grandissimo servizio per i cittadini, specialmente più giovani, ormai chiamati a costruire una società sempre più europea e senza barriere. Lo scambio con le diverse nazioni europee inoltre potrebbe arricchire notevolmente anche il sustrato culturale della nostra città, ormai stantio e provinciale, per aprirlo all’arrivo e alla visita di personalità che vorrebbero visitare la nostra città ma ne percepiscono l’isolamento infrastrutturale. Gli abitanti di Baganzola e dintorni non vogliono quindi un cancellamento dello scalo, anzi, ne auspicano una crescita, che sia però al più possibile sostenibile, sicura e legata al turismo delle persone, non di merci e denaro.

L’altra questione molto calda per chi vive in zona fiere è la questione “Mall”. Quando parliamo di Mall intendiamo il progetto di un mega centro commerciale che dovrebbe sorgere in zona fiere. Questo progetto è anch’esso di complessa trattazione in quanto la costruzione di un centro commerciale di quelle dimensioni comporta una serie innumerevole di effetti negativi sull’area: traffico, inquinamento, rumore eccetera. E’ chiaro che, anche per questa questione, non siamo qui a porre dei veti ma a lamentarci di una situazione ormai decisamente fastidiosa. Il Mall infatti è stato iniziato, e abbandonato! Già, proprio cosi, è stato costruito un enorme parcheggio di 10 piani e altre piccole parti che ora giacciono in totale stato di abbandono. Come mai? Una causa legale è stata aperta con il risultato di aver creato questi ecomostri da archeologia industriale che disturbano notevolmente la vista di chi poteva godere di una meravigliosa vista sulle campagne e sugli appennini.

Mettendomi in ascolto dei miei compaesani posso dire che la situazione è per tutti insopportabile e a detta della totalità delle persone sentite (di ogni genere, età ed estrazione sociale) occorre al più presto chiudere le indagini e decidere se fare o meno questo Mall e, qual’ora si decidesse di non procedere, demolire le costruzioni attualmente in piedi.

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