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Con una serie di eventi che spaziano dalle celebrazioni religiose, ai concerti di Musica sacra, alle conferenze e al videomapping si sta restituendo alla cittadinanza parmigiana la meravigliosa Basilica-Carcere di San Francesco del Prato.

La basilica tardo duecentesca è un meraviglioso esempio di architettura gotica Francesca caratterizzata dalla povertà degli ornamenti e dei materiali utilizzati come prescrisse San Bonaventura nel 1260.

Durante il XV secolo, quando le regole di Bonaventura si fecero meno rigide, la chiesa venne decorata da affreschi oggi in parte recuperati (utili ad arricchire la scarsa produzione parmense nel quattrocento). Oltre agli affreschi vennero aggiunte le cappelle laterali nella quale trovarono sepoltura diversi parmigiani a dimostrazione dello stretto legame tra questa chiesa e la città.

Durante l’epoca napoleonica avvenne lo sconvolgimento più importante nella storia di questo edificio. Questa grande basilica e l’annesso convento vennero infatti trasformati in carcere cittadino e quindi questo luogo passó dall’essere luogo di preghiera e sollievo dell’anima a luogo di sofferenza e dolore.

Questo periodo ha isolato questo complesso dalla città che però non ha mancato, tramite alcuni personaggi importanti per la storia di Parma, di recare sollievo ai detenuti di questa prigione.

L’operazione di restauro durata oltre tre anni ha voluto mantenere le cicatrici di questo passato sofferto come segno indelebile di un passato che non va dimenticato, anzi va trasfigurato per dare nuova linfa a questo complesso che deve diventare fulcro della vita culturale della nostra Città.

Parma Capitale della Cultura tocca senza dubbio il suo punto più alto nella riapertura di San Francesco ma riaprire non basta!

Ora l’amministrazione pubblica, assieme con le altre istituzioni civili e religiose, ha il dovere di programmare uno sviluppo di questo complesso dal punto di vista culturale ed educativo poiché lo sforzo di tanti per liberare la bellezza di questo luogo non sia uno sforzo inutile.

Questa è la sfida ora per la politica! La chiesa di San Francesco torni ad essere per la città un luogo cardine così come lo è stato per secoli prima di rimanere nascosta per più di 200 anni, ora San Francesco del Prato è libera ed è patrimonio di tutti, sta a noi farla rivivere!

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