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“Nessuno è di fronte alle donne più arrogante, aggressivo e sdegnoso dell’uomo malsicuro della propria virilità “

Simone de Beauvoir

(Parigi 1949)

Dall’anno in cui Simone de Beauvoir scriveva questo epigrafe nel saggio
“Il Secondo Sesso” , nonostante alcuni diritti acquisiti, poco è cambiato.
Solo nell’ultima settimana tre casi di violenza in famiglia con lesioni gravi e a Brugherio (Monza) un uomo ha per un mese legato drogato violentato una donna con la quale aveva una relazione Nel 2020 in Italia più di 900 donne sono state uccise mentre non ci sono dati certi ma sappiamo essere impressionanti ,sui maltrattamenti che purtroppo vengono scarsamente denunciati e che rimangono nel sommerso
L’eredità arcaica ,sedimentata nella cultura che vuole la donna
sottomessa e che trova nell’ignoranza e nella povertà terreno fertile è
ancora fortemente presente nella nostra società
I temi della violenza contro le donne sono antichi e, nonostante
l’impegno e le battaglie portate avanti dal movimento delle donne, non
sono ancora stati superati gli schemi culturali che alimentano questa
forma di violenza.
Una forma di sopraffazione fisica e psicologica che in altre culture
assume manifestazioni estreme : padri che hanno diritto di vita e di morte
sulle figlie, i mariti sulle mogli, lapidazioni, infibulazione non sono
che una parte dell’elenco di crudeltà e violenza che viene perpetrata
contro il genere donna nel mondo Alla base la convinzione culturale
,difficile da estirpare, che le donne siano di proprietà del maschio. in
Italia molti risultati sono stati raggiunti a livello legislativo e molti
centri di accoglienza per donne maltrattate sono stati istituiti che offrono supporto legale e psicologico
Le leggi sono sicuramente importanti ma il vero problema è culturale. Purtroppo non
sono solo gli uomini , imperniati consciamente o inconsciamente di questa
cultura ma esiste spesso anche una subalternità femminile che ( perfino
nelle classi più privilegiate) tende a sottovalutare , giustificare e
tollerare la sopraffazione maschile in famiglia fintanto che non esplode in atti
criminali La violenza non è solo fisica, spesso è psicologica, verbale,
fatta di sfumature. Le donne dovrebbero fare più attenzione ai segnali e a
considerare le umiliazioni, i tentativi di isolamento, come veri e propri
campanelli d’allarme.
E qui necessariamente torniamo alla questione culturale e a quanto è
difficile se non impossibile sdradicare questa atavici comportamenti se
non si interviene sulle nuove generazioni
In tal senso fondamentale dove la famiglia è carente se non addirittura
diseducativa è il ruolo della scuola che fin dalle elementari dovrebbe farsi
carico di insegnare (con corsi dedicati) alle bambine il rispetto di se
stesse , di pretenderlo dagli altri in famiglia nel posto di lavoro e
nella società con il coinvolgimento anche dei bambini (questo potrebbe essere a mio avviso una obbiettivo da perseguire e su cui come donne impegnarci )
Importante anche il ruolo dei Media che troppo spesso trasmettono
uno stereotipo femminile mortificante e in particolare la TV che non dà
spazio e visibilità ad una realtà che nel nostro Paese si sta
faticosamente facendo strada e che vede le donne lottare per affermare i
propri diritti e la propria dignità.

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