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Ci sono molte risposte mancate dal presidente Conte ma ieri la risposta doveva arrivare con chiara fermezza e condanna nei confronti di Donald Trump e delle sue bugie. Con questo attacco alla politica stessa è stata lesa, in primis, la democrazia che sembra, negli ultimi tempi, dover sopravvivere al rischio di un «lockdown». La democrazia combatte, in questi anni, un’altra pandemia contro un “virus” che agisce piano, che colpisce la politica, la cultura, la società e che trova le sue radici nell’odio. Il linguaggio di odio che parte dai social network, dalla “rete” e che diventa populismo, antipolitica, negazionismo fino alla violenza estrema. Al tempo stesso la democrazia sta sopravvivendo all’indifferenza, al fare finta di non vedere o non volersi schierare che fa parte del processo di perdita della democrazia. Per questo la risposta del nostro Primo Ministro sarebbe dovuta arrivare immediatamente. Replica che sarebbe dovuta avvenire naturalmente e che per tutti dovrebbe portare allo stesso esito: paura e riprovazione totale e incondizionata. Purtroppo non è successo. Speravo, con la fine del 2020, ci si potesse lasciare alle spalle qualche momento buio di troppo. E invece, già a pochissimi giorni dallo scoccare del 2021, ci ritroviamo spettatori (attenzione: solo spettatori?) di queste terribili scene che provengono da oltreoceano, ma che, purtroppo, non sono a noi lontane ed estranee. È stata la manifestazione concreta ed emblematica dei danni che il sovranismo populista può fare all’interno delle Istituzioni. Pensiamo a ciò che è già accaduto in passato in Italia: dalla richiesta di impeachment per il Presidente Mattarella fino all’idea che il Parlamento sia un luogo inutile, da avere un Ministro che ringrazia via twitter l’amministrazione Trump mentre quest’ultimo incita dei criminali a marciare sul Congresso o ancora la celeberrima frase «Apriremo il Parlamento come una scatoletta». Sono solo alcuni esempi di tempi bui da cui dobbiamo uscire. Forse, allora, ciò che è accaduto a Capitol Hill è solo fisicamente distante da noi. Forse (anche senza forse) l’irradiarsi a livello internazionale del populismo, è avvenuto allo stesso modo di espansione della Pandemia creando ovunque gli stessi effetti. L’America è anticipatrice di alcuni fatti e l’Italia, se non trova la sua cura al più presto, non tarderà ad essere vittima della stessa tortura politica. Come per ogni pandemia, anche quella del terribile virus dell’odio populista necessita dell’apposito vaccino: la vera politica. Quella fatta di impegno civico, conoscenza, competenza, testa e cuore insieme che agisce nel totale rispetto delle Istituzioni.

Un vaccino per l’odio e l’indifferenza umana, «contro – come ha scritto Matteo Renzi – i populisti violenti, i nuovi fascisti per difendere la democrazia». Speriamo, allora, di riuscire insieme a debellare questo virus e di ritrovarci a custodire, come lontano ricordo e monito prezioso, la morale di questa (paurosa) storia: la democrazia deve essere difesa con forza e le sue regole e le sue istituzioni vanno rispettate sempre e comunque.

2 Replies to “Chi è irresponsabile?”

  1. Vero che i social, nelle mani sbagliate, sono usati per logorare la democrazia come è altrettanto vero che la democrazia non può stare a guardare perché nata dal sacrificio di mln di uomini e donne.
    I social sono spot e qualcuno pensa che anche la politica è spot: una passeggiata nelle istituzioni ben retribuita.

  2. Il vaccino per covid19 é da fare subito. Quello da te sognato contro l’odio dobbiamo trovarlo, con la passione, assolutamente.

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